SOLE E OCCHIALI



D’estate il naturale incremento della luminosità ambientale e della quantità dell’irradiazione ultravioletta può provocare effetti negativi sugli occhi. L’eccessiva luminosità ambientale può provocare fenomeni di abbagliamento e affaticamento degli organi visivi. I raggi UV possono danneggiare le delicate cellule della superficie dell’occhio(epitelio corneale) provocando bruciore, fitte sensazione di ‘corpo estraneo ’.
Per questi motivi è preferibile indossare occhiali scuri quando si esce in pieno sole. Occhiali che dovrebbero coprire bene il contorno degli occhi per non lasciare passare raggi solari lateralmente o dall’alto, altrimenti rendendo parzialmente inutile il loro utilizzo. Il colore migliore per le lenti da sole,  soprattutto per chi ha qualche difetto visivo, è sul marrone. 
Gli occhiali da sole devono permettere di vedere bene le immagini, senza distorsioni, e filtrare efficacemente la luce, per cui è meglio evitare quelli di scarsa qualità(che non è sempre in relazione diretta col prezzo). 
Il livello di filtrazione della luce va scelto in base alla località di vacanza. Di solito per il forte sole estivo in città si dovrebbero impiegare  lenti con filtrazione del 50-70% : in montagna o al mare sono decisamente consigliabili filtri al 75%. Filtraggi ancora più potenti possono essere utili in alta montagna o per gli skipper in mezzo al mare.
Le lenti di tipo fotocromatico diventano progressivamente più scure di un 25-35% via via che sono esposte a più luce.
Sono utili soprattutto a chi, avendo lenti correttive della vista, non vuole cambiare gli occhiali passando frequentemente da ambienti chiusi  all’aperto con condizioni di illuminazioni opposte; tuttavia, bisogna considerare che l’adattamento delle lenti fotocromatiche non è immediato, e richiede alcuni minuti in cui si può rimanere disorientati.

SENZA OZONOSFERA PIU’ VECCHIO L’OCCHIO

L’incremento estivo dei raggi UV che giungono sulla superficie terrestre è reso ancora maggiore dalla riduzione dello strato atmosferico di ozono, dovuta a incontrollate attività industriali.
Oltre a danni della pelle, con timori di aumento di alterazioni tumorali, l’eccesso di UV da parte del cristallino (la lente naturale dell’occhio, che consente di mettere a fuoco le immagini) aumenta il rischio di “sclerosi”, cioè di rendere più rapida di quanto la natura stessa non faccia già con l’età
una riduzione della trasparenza del cristallino(cataratta), provocando qualche piccolo danno in più. Anche per questo è utile proteggersi dai forti raggi UV con occhiali da sole schermanti.

OCCHIO E MARE

Dopo  un lungo bagno in mare è bene sciacquarsi bene gli occhi per eliminarne la salsedine e i microrganismi che vi ristagnano, entrambi elementi irritanti.Oltretutto il mare contiene ormai inquinanti più o meno concentrati quasi dappertutto e soprattutto lungo le nostre coste. Non è comunque necessario usare sempre colliri. È sufficiente una buona sciacquata con acqua corrente potabile.L’occasionale maggiore irritazione può essere ridotta con un collirio astringente o decongestionante, facendosi consigliare dal farmacista. I “bagni oculari” non apportano effettivi benefici in più. Non istillare mai colliri contenenti cortisone senza consiglio dello specialista.

Sabbia

Nel caso che la sabbia finisca nell’occhio, non sfregarsi mai, per non produrre graffi alla cornea la superficie trasparente dell’occhio davanti all’iride variamente colorata). La sabbia è altamente abrasiva. Mettere quindi una mano sull’occhio per tenerlo chiuso e andare subito a lavarlo con abbondante acqua corrente, meglio se con il getto di una doccia. Se la vista rimanesse annebbiata a lungo è meglio farsi vedere da un oculista. 

(tratto dal sito SOI - Società Oftalmologica Italiana -
www.soiweb.com)