
La sindrome dell'occhio secco puo' colpire chiunque, ma e' piu' frequente con l'avanzare dell'eta'. Circa il 15% delle persone oltre i 70 anni ne sono affette, soprattutto le donne.
Sotto la palpebra superiore di ciascun occhio e' presente la ghiandola lacrimale, che produce costantemente una liquido acquoso che costituisce circa il 90% della composizione delle lacrime. Con ogni battito delle palpebre, questo liquido viene distribuito uniformemente sull'occhio al fine di mantenerlo umido e pulito.
Le ghiandole presenti nello spessore delle palpebre (dette di Meibomio) si occupano invece di produrre la parte lipidica (grassa) delle lacrime, che costituisce la parte esterna dello strato di lacrime che riveste l'occhio, detto anche "film lacrimale".

Cosi' come esiste un sistema di produzione delle lacrime (se usiamo il paragone con un lavandino e' il rubinetto), altrettanto esiste un tubo di scarico, che e' costituito da due canalini che dall'occhio portano le lacrime al sacco lacrimale e da qui al naso. Ecco perche' a volte se mettiamo un colirio ne sentiamo poi il gusto in bocca...
Quali sono i sintomi dell'occhio secco?
Gli occhi si presentano irritati, con bruciore e sensazione di corpo estraneo (come sabbia). Tuttavia l'occhio di solito non e' arrossato. Sono presenti saltuari offuscamenti della vista dovuti ad una irregolarita' del film lacrimale, che di solito scompaiono sbattendo piu' volte le palpebre. Di solito e' presente fotofobia (fastidio alla luce intensa). Diventa inoltre fastidioso l'eventuale utilizzo di lenti a contatto.
I sintomi peggiorano in ambienti secchi, ventosi o polverosi.
Quali sono le cause?
Le cause che riducono la normale produzione di lacrime causano l'occhio secco. Tra queste possiamo ricordare l'eta', come gia' detto in precedenza. Per le donne per motivi ormonali tali disturbi si accentuano in genere durante la menopausa.
Alcuni volte la secchezza oculare e' un sintomo che compare in corso di alcune malattie generali a carattere autoimmune, come l'artrite reumatoide, la sindrome di Sjogren e il LES (lupus eritematoide sistemico).
Alcuni medicinali come i diuretici, alcuni antidepressivi, la pillola anticoncezionale, alcuni farmaci antipertensivi come i beta-bloccanti, alcuni ansiolitici ed anche colliri usati per altri scopi possono presentare come effetto collaterale una diminuzione della secrezione lacrimale.
Anche cause locali come danni all'occhio, alle palpebre per malattie, traumi o chirurgia possono essere delle cause. La blefarite (una infiammazione delle palpebre) e' spesso associata all'occhio secco.
Molte volte pero' non si trova una causa apparente, anche fra persone giovani.
Quali sono le cure per l'occhio secco?
Se e' possibile scoprire la causa, la cura deve ovviamente essere diretta alla malattia di base. Se pero', come il piu' delle volte succede, la causa non viene scoperta o non puo' essere eliminata, le cure devono essere rivolte ad alleviare i sintomi. Bisogna purtroppo pero' premettere che non disponiamo di farmaci utilizzabili per aumentare la produzione di lacrime, che sarebbe senz'altro la soluzione ottimale.
I principali rimedi utilizzati sono:
Lacrime artificiali. Sono colliri da utilizzarsi per umidificare l'occhio al posto delle lacrime carenti, e vanno utilizzati da 10-15 volte a 3-4 volte al giorno. Ne esistono in commercio molti tipi, ma hanno a volte fra loro una composizione estremamente diversa e vanno utilizzati sotto indicazione del medico oculista, in quanto un collirio non idoneo puo' a volte peggiorare il problema. Non "guariscono" e quindi vanno utilizzati in maniera continuativa, ma sono di solito efficaci nel ridurre i disturbi.
Pomate o gel oftalmici. Sono in genere riservati ai casi piu' importanti o per l'utilizzo notturno, in quanto in certi casi possono offuscare temporaneamente la visione.
Altri trattamenti consistono nell'utilizzo di farmaci assunti per via orale al fine di migliorare la produzione e la qualita' delle lacrime o la sintomatologia e lo stato infiammatorio dell'occhio.
In selezionati casi puo' essere indicata l'occlusione dei canalini lacrimali al fine di aumentare la permanenza delle lacrime sull'occhio.
